A Berlino sono più di 70.000, in Canada è pratica diffusa ovunque dai tetti ai giardini pubblici, in Italia è un fenomeno in grande espansione che "interessa" ad oggi (leggendo alcuni studi) circa 4,5 milioni e perfino le amministrazioni pubbliche stanno sensibilizzandosi al fenomeno.
"Ortiloquiando: dell'Orto e delle sue Declinazioni" è il titolo di un documentario o meglio di una raccolta di "racconti" fatti in prima persona da persone che frequentano gli orti spinti da motivazioni diversamente uguali tra loro.
Questo è un piccolo viaggio in mezzo alle moltitudini di realtà collegate a questa pratica non per spiegarne i motivi che spingono queste persone a lavorare la terra ma per invogliare chi ascolterà questi racconti a crearne altre.
Nel sito si potranno trovare le interviste in versione integrale, complete dei "difetti" di registrazione, delle domande fatte e di eventuali "fuori onda", la scelta di pubblicare le versioni "grezze" è un mio bisogno di non limitare ad una mia sceltà "registica" ciò che mi è stato raccontato, una forma di rispetto verso chi, con grande disponibilità e gentilezza, mi ha permesso la realizzazione del documentario attraverso i propri racconti o l'aiuto datomi attraverso una ripresa, un aiuto per contattare qualcuno da intervistare. Il bello di girare un documentario o di raccogliere dei racconti di vita è proprio data dalla mole di cose che ci vengono raccontate dalle ore che registriamo e poi rivedremo per costruire il nostro piccolo viaggio visivo e sonoro, il brutto di girare un documentario è che dovremo tagliare a volte il 50% a volte anche di più di quello che abbiamo raccolto per arrivare ad un minutaggio "accettabile" per chi dovrà vederlo perché per quanto un documentario sia interessante non può durare tre o quattro ore. Oggi grazie ad internet possiamo permetterci di mettere in rete anche 10 ore di montato adeguatamente suddiviso, in questo caso posso permettermi di inserire sul sito le interviste integrali in cui sono dette cose molto interessanti che però per problemi di tempo ho dovuto tagliare, posso permettermi di lasciare le piccole e umane incertezze, i respiri, i miei errori da neofita "giornalista" che danno una maggiore umanità alla fredda e semplice intervista che per motivi vari si vede nei documentari o racconti visivi.
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